Giochi del passato

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Nell’anno scolastico 2007-2008, per il “Progetto giochi”, le maestre Maria Rita Capparella, Rita Pochetti e Antonella Antonelli, con la collaborazione della loro collega Liliana Tassi, hanno pubblicato con le classi V A – V B di Palombara un interessante volume in cui è stata raccolta una serie informazioni sui giochi del passato palombarese. Si riporta di seguito la spiegazione del progetto presa dalla pagina 8 del libro, disponibile nel download sottostante e gentilmente concesso dalle insegnanti.

“Attraverso relazioni e tabelle, schemi e tabulazioni, interviste ai compagni e ai
genitori, nonché ai nonni e alle persone anziane, siamo partiti dai giochi di oggi
per passare a quelli dei genitori e più indietro nel tempo a quelli dei nonni e dei bisnonni. Abbiamo raccolto le regole ( alquanto variabili ) di giochi comuni e di quelli ormai in disuso, fuori moda, che però ci hanno dimostrato quanto sia vivo il desiderio di divertirsi dei nostri concittadini. Per completare, abbiamo manipolato canzoncine, rispolverato conte e filastrocche, detti e modi di dire, raccolto esperienze curiose e divertenti, significative e particolari. Abbiamo selezionato numerose foto, alcune delle quali sono state scattate dal fotografo Tortellini, in posa, nel suo laboratorio allo Stradone, altre dal fotografo Costanzo, in giro per il
paese, ai bambini che amavano essere immortalati sulla sua inconfondibile Vespa.
Molte le abbiamo inserite, come testimonianza della realtà infantile di più di mezzo secolo fa. Le date trascritte si riferiscono approssimativamente al periodo in cui sono state scattate. Il tutto ci è servito anche per inventare scenette che trattano episodi quotidiani in tema col progetto. La lingua dialettale ci è stata di valido aiuto per rendere gli scritti più pertinenti e coloriti, ma accanto abbiamo
dato la giusta importanza alla lingua italiana, nel rispetto di quanti non si sentono a loro agio con un modo di parlare improprio, “ popolano ” e un po’ “strano ”. Il criterio scelto per ordinare i giochi è stato quello alfabetico, in esso abbiamo potuto inserire la vasta varietà di divertimenti raccolti, indipendentemente dal tempo, dall’età, dai sessi, dai luoghi…”

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