La genealogia di Palombara

È stato recentemente pubblicato da Angelo Benedetti e Paola Cicioni un immenso e prezioso lavoro di ricerca anagrafico – genealogica sulle famiglie palombaresi, che racchiude 250 anni di storia rilevata dai registri parrocchiali (battesimi, matrimoni, morte) e, a partire dal 1871, dai registri dell’anagrafe comunale (atti di nascita, matrimonio, morte). Non è stato possibile consultare l’archivio Diocesano.

Sono state inventariate circa 200 famiglie, 129 delle quali non autoctone e originarie più o meno da settanta diversi comuni. Di alcune, invece, non è stato possibile determinare la provenienza per la mancanza di dati.

Grazie allo studio è stato anche possibile rilevare che fin dal XVII secolo Palombara rappresentava un polo di attrazione sociale, soprattutto per l’offerta lavorativa in campo agricolo. Le numerose famiglie immigrate provenivano da centri vicini ma anche da paesi dell’Abruzzo, dell’Ascolano e del Reatino. Questi avevano una situazione lavorativa simile a quella palombarese ma probabilmente nella nostra cittadina migliori erano la vita sociale, sanitaria e amministrativa.

Scopo principale della ricerca è stato comunque quello di rintracciare la storia dei nostri avi: sebbene spesso restino purtroppo solo il loro nome, la data di nascita e la provenienza, leggerli e riportarli alla luce è comunque una bellissima sensazione.

La maggiorparte di noi palombaresi ha un’origine contadina, per citarla con le parole di Angelo Benedetti: “È una piccola storia, con nessun eroe e nessuna battaglia, per gente che non ha mai avuto una storia (…) un atto di affetto e un tentativo di ricostruire vicende e personaggi del passato che altrimenti sarebbero del tutto dimenticati”.

Il volume pubblicato, che ha visto luce dopo una ricerca molto lunga ed impegnativa, vuole quindi cercare di aiutare le tantissime persone che ne hanno fatto richiesta a ricostruire il proprio albero genealogico, attraverso un censimento di circa 30.000 persone in un arco cronologico compreso tra il 1700 circa e 1948.

Qualora si volesse risalire più indietro nel tempo i registri parrocchiali e gli atti civili però non bastano: in tal caso si può ricorrere a testamenti, capitoli matrimoniali, vendite, permute e donazioni che hanno lasciato una flebile traccia dei nostri antenati. Sono però informazioni più difficili da reperire e da interpretare per via della grafia; possono essere consultate presso gli Archivi di Stato o notarili di riferimento ed è possibile risalire tramite essi anche all’inizio del 1500.

Non resta che rinnovare i complimenti agli autori per una così nobile ricerca ed augurare buon lavoro a chi vorrà servirsi del volume per ricostruire il proprio albero genealogico. È possibile acquistare il libro tramite l’associazione culturale Terra e Mani.

U livò, il nostro albero per eccellenza. Photo credit: Vanessa
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